Giro in barca nella giungla degli orangotanghi

Partiti dalla Malesia dalla graziosissima città di Kuching ci dirigiamo verso l’ Indonesia.

Pontianak

Questa citta è il capoluogo di provincia della regione ovest del Kalimantan. Devo dire che di monumenti ce ne sono pochini ma tra questi vale la pena di citare la cattedrale di St. Josephs e visto che Pontianak si trova all’ equatore, non poteva mancare anche un monumento dedicato a questo posto.

Noi contemporaneamente su due emisferi diversi
Noi contemporaneamente su due emisferi diversi

L’ entrata in Indonesia via terra è durata circa 9 ore di bus. Siamo così arrivati a Pontianak la prima città in Indonesia ma ancora nel Borneo. Qui si aspetta e ci si organizza per fare le gite sul fiume con barconi che si chiamano klotok. La nostra meta è Kumai. Prenotiamo un volo per il giorno dopo, ma purtroppo il volo viene cancellato e dobbiamo rimanere un’altra notte a spese della compagnia in hotel a Pontianak. Il giorno dopo ci dirigiamo verso l’aeroporto e tutto funziona, ci vengono a prendere all’ hotel e all’ aeroporto abbiamo già la guida che ci aspetta per il tour. Ci portano alle barche i cosiddetti klotok, velocemente riusciamo anche a pagare il volo per la nostra prossima destinazione, Lombok.

Giro in barca nella giungla

Questa bella barca sarà la nostra casa per i prossimi tre giorni, partiamo da Kumai da dove iniziano quasi tutti i tour per il parco nazionale di Tanjung Puting.

Il klotok, la nostra barca bella
Il klotok, la nostra barca

Parliamo con Dodi, la nostra guida del nostro itinerario, nel frattempo ci viene preparato un pranzetto delizioso che consumiamo prima di arrivare al campo degli orangotanghi.  Non siamo neanche arrivati al campo che per nostra grande sorpresa già ci vengono incontro due oranghi, ma dopo ciò che abbiamo sentito in Malesia ci spaventa un po’ perché non sappiamo come ci dobbiamo comportare.  Siamo molto impressionati dal fatto che Dodi capisce in parte la loro lingua e il loro comportamento, così che ci sentiamo rassicurati e protetti, e ci godiamo questo straordinario incontro.

Incontro con un orangotango che fa le pose
Incontro con un orangotango che fa le pose

Arrivati al posto del cibo, che si trova veramente in mezzo alla giungla, vediamo sugli alberi i grandi orangotanghi che si avvicinano sempre di più fino a scendere sul posto del cibo. A loro piace tantissimo il latte, qui il ranger viene tenuto al polso da una orangotango che non lo lascia libero fino a quando non le dà una extra porzione di latte.

Le mamme con i piccoli
Le mamme con i piccoli

Dopo partiamo sul fiume, questo diventa sempre più stretto. A destra e a sinistra ci sono le nasiche che sono scimmie con il nasone (o proboscide), queste si trovano solo in questa regione del Borneo, e i macachi. La sera si cena, anche deliziosa, e ci preparano i materassi sulla barca con sopra una zanzariera. Tra vari versi di animali ci addormentiamo, o perlomeno io ci provo, pregando di non dover andare in bagno di notte.

Il nostro letto romantico sul klotok
Il nostro letto romantico sul klotok

Il secondo giorno ci svegliamo all’ alba tra la luce e i vari suoni della giungla, dopo la colazione andiamo al secondo campo, anche qui ci sono molti orangotanghi.

Il capo del clan
Il capo del clan

Dopo il rituale del cibo ce ne andiamo prendendo una scorciatoia, siamo soli Dodi emette un suono e due orangotanghi arrivano. Ad una giovane orangotango vogliamo dare un pezzo di banana che teniamo sul palmo della mano, dapprima ci da un colpo per far cadere la banana e, osservandoci, se la prende da terra e se la mangia, si accorge però che ci siamo un po’ spaventati  ma riproviamo e lei la seconda volta con delicatezza si prende dal nostro palmo la banana senza movimenti bruschi, ci fa quasi una dolce carezza sul palmo della mano, la osserviamo guardandola negli occhi, sembrano occhi umani, siamo sconcertati ma felici.

Incontro con la giovane orangotango nel parco nazionale di Tanjung Puting
Incontro con la giovane orangotango nel parco nazionale di Tanjung Puting

Il viaggio in barca prosegue e giriamo in un braccio laterale del fiume Sekonyer, il nostro scopo è il Camp Leakey. Questo tratto di fiume viene anche chiamato black river causa la sua acqua nera ma limpida e chiara. Si cerca un posto per mettere l’ancora. Alla fine ci siamo attaccati a due palme 🙂

Black River, braccio laterale del fiume prima del Camp Leakey
Black River, braccio laterale del fiume prima del Camp Leakey

 

Cerchiamo di gettare l’ancora
Cerchiamo di gettare l’ancora

Il giorno dopo ci svegliano le grida di Dodi. Mentre noi dormivamo lui ha pescato un pesce enorme e ha bisogno di aiuto per tirarlo fuori. Il pesce viene diviso tra i componenti della barca.

Purtroppo con noi viene condivisa solo la foto.
Purtroppo con noi viene condivisa solo la foto.

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